Elogio alla noia

lug 22, 17 Elogio alla noia

L’estate bussa alle porte e le scuole stanno per finire. I bambini trascorreranno più tempo a casa e mamma e papà si affannano cercando disperatamente di occupare ogni momento libero dei loro figli. I campi estivi, l’inglese, la scuola d’arte, le lezioni di tennis, nuoto, calcio, pallavolo… Insomma i bambini finiscono per non avere più tempo libero, o meglio finiscono per non annoiarsi più.

In una società in cui l’imperativo categorico è “sii multitasking” è, invece, fondamentale abituare i bambini ad annoiarsi, ad assaporare il silenzio e il dolce far nulla.

Nella società contemporanea la noia è uno stato d’animo considerato negativamente.
Il niente ora  fa paura. Prima di tutto ai genitori. Che appena vedono il figlio spazientirsi accendono la tv. O consegnano un Ipad.

Ciò di cui sembrano preoccupati i genitori d’oggi è che il proprio figlio/a non sia abbastanza competitivo in tutti i campi, che non raggiunga la migliore prestazione, che nei loro pensieri è l’unico mezzo per avere successo nella vita. Su questo pensiero si costruiscono così le mille attività per il figlio.
Anche il weekend non deve essere lasciato al tempo vuoto o libero da passare in famiglia, o magari in compagnia di qualche amico o di un buon libro per poter sentire il silenzio dentro e fuori, raccogliere le tante esperienze fatte dal Lunedì al Venerdì, maturare propri pensieri attraverso la sospensione dei tanti rumori esterni, che impongono altrettante frenetiche attività. Il silenzio, la solitudine, la noia sono ciò che nella società contemporanea si deve sfuggire a tutti costi e con qualsiasi mezzo.
Ecco perché bambini impegnati in mille attività e che si sono divertiti tanto durante l’infanzia, sperimentano con maggior intensità lo stato d’animo della noia durante la pre-adolescenza e l’adolescenza.

E’ vero, i bambini quando si annoiano diventano insopportabili, ma imparare a superare la noia, un po’ in autonomia, un po’ con l’aiuto dei genitori, ha i suoi vantaggi.

Se li lasciamo annoiarsi un po’ non c’è nulla di male, non è un problema, non è tempo sprecato. La noia è il fattore trainante, è ciò che porta a motivare se stessi a fare le cose. È il modo migliore per rendere i bambini autosufficienti.

La noia, per un bambino è un momento di crescita. Stimola la riflessione, risveglia la creatività ed aumenta l’attenzione in quanto costringe il bambino a scegliere ciò che per lui è importante. Ciò che lo porta fuori dallo stato di pigrizia. È qui che ponendo attenzione a ciò che lo circonda sceglie cosa può divertirlo e cosa no. Con attenzione e selezione.

Come dice la scienziata Teresa Belton, esperta d’infanzia:

Facciamo dunque i giusti onori alla noia. Questa buona fata che costringe i nostri bambini, sbadigliando, a scegliere ciò che è davvero utile per loro.”

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